Per essere baristi è sufficiente aprire un bar o, comunque, prestare la propria opera in un locale.
Essere Barman o barmaid è tutta un’altra cosa.
Per entrambi è fondamentale la passione per il proprio lavoro, ma il barman si distingue per la notevole mole di conoscenze che possiede e per le regole deontologiche che applica con rigore.
E qui si apre una parentesi di spessore sulla preparazione del barman dei nostri tempi: essa va ben oltre l’erudizione nel campo del bere miscelato estrinsecandosi in direttrici molto differenti tra loro e non poco impegnative.
Oltre alle specifiche conoscenze professionali il barman deve possedere solide basi merceologiche per poter operare congrue scelte nel campo degli ingredienti che utilizza, nozioni non superficiali sulla legislazione vigente, buone capacità di espressione in lingua italiana e, almeno in un paio di lingue straniere per poter con un pubblico cosmopolita di alto livello, discrete cognizioni di psicologia e di tecnica della comunicazione per essere in grado di affrontare con successo il rapporto umano con i clienti, con i colleghi, con i superiori e i sottoposti.