Definibile 'romanzo di formazione', "Memorie di un Cavaliere"(1720) descrive il percorso di educazione di un giovane aristocratico inglese attraverso il suo viaggio in Europa negli anni che vanno dal 1632 al 1648. Desideroso, come già Robinson Crusoe, di evadere dalle limitatezze insulari, il protagonista compirà la sua educazione con una durissima formazione che lo porterà sul teatro di guerre (da quella dei Trent'anni a quella civile inglese) dapprima in veste di spettatore, poi come effettivo protagonista. Non sarà, quindi, il suo il tour di un nobile cadetto insoddisfatto ma un apprendistato a contatto con le corti europee da cui egli trarrà spunti di meditazione su modelli di regnanti da imitare per le loro virtù o da mettere in discussione per le loro incapacità politiche o strategiche. Perchè questo è l'intento di Defoe: da un lato mostrare ai lettori l'educazione alla vita di un giovane gentiluomo, modello ideale del cittadino di uno stato moderno che incarni il nuovo in armonia con il passato. Dall'altro, far diventare il Cavaliere portatore di messaggi politici ai suoi contemporanei (e l'autore si può permettere ciò grazie all'escamotage letterario per cui queste memorie sarebbero state trovate anonime nel bottino di guerra di un ufficiale parlamentare). Costruito con una perfette architettura letteraria, "Memorie di un Cavaliere" alterna, con sapienti cambiamenti di registro stilistico, scenari militari,peripezie belliche, digressioni, commenti politici, portando il lettore a seguire con un ritmo serrato - di marcia in marcia, di assedio in assedio, di faccia in faccia - le orme di un 'picaro' che ha studiato a Oxford.