"Non si muore tutte le mattina" è un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi. Si procede in un concentrato di scritture, per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, viaggiatori e carcerati, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, la balena Franca, l'Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stanbul, il barrio dell'assenza, la piana ipermercata, le strade ferrate, l'ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l'amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l'onore, l'orrore, la lealtà. Un vestito leggero a ciliegie rosse...Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Glenn Gould,
Napoleone. "Non si muore tutte le mattine" è un'opera sull'ambizione, l'impresa, la resa e la grazia.
Il mondo di Vinicio Capossela, raccontato come una discesa agli inferi e come una continua rinascita: l'epopea dei perdenti, unica razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza.