Le guide di viaggio sono uno dei generi più antichi e popolari della cultura occidentale.
La loro storia affonda le radici nell’antica Grecia e il loro successo editoriale continua a manifestarsi ancora oggi, nelle librerie e sul web.
Esse rappresentano però anche una zona grigia, scarsamente esplorata criticamente e apprezzata dagli studiosi di diversi ambiti disciplinari potenzialmente coinvolti (studi del turismo, studi letterari, geografia), perché ritenuta effimera e, anche per questo, priva di valore culturale.
Il volume cerca di superare questo pregiudizio mostrando il fascino e la complessità di un genere di cui ci fidiamo al punto da accettarne l’influenza su tante nostre scelte, aspettative e opinioni prima e durante il viaggio.
La prima parte del volume è dedicata all’affermazione della guida come manuale, con la costruzione di un’autorità impersonale e “oggettiva” che propone le conoscenze e gli strumenti utili a realizzare il viaggio, inteso come un progetto da affrontare seguendo schemi precisi.
La seconda parte considera un elemento fondamentale della guida, l’itinerario, osservandolo in cinque fenomeni a scala territoriale crescente: la mostra/esposizione, la città, la nazione, il Grand Tour e il viaggio in Oriente degli anni Settanta del XX secolo.
La terza parte ha come oggetto le guide ideate e prodotte da una comunità per i suoi membri, per una collettività di persone terze o per coloro che contribuiscono a creare una comunità, con particolare attenzione alle guide per migranti, persone LGBTQ+ e con disabilità.