Che cos’è mushin, la “non-mente” dello Zen?
In questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1939, l’autore affronta il cuore del pensiero buddhista. Oggi più che mai vivere nel qui e ora, impedendo alla mente di impigliarsi nelle preoccupazioni, rimane fondamentale.
E quando raggiungiamo il mushin possiamo essere liberi, scoprendo un equilibrio interiore nuovo.
Mushin è uno dei testi più profondi e affascinanti di Daisetz Teitarō Suzuki, il grande maestro che ha introdotto lo Zen in Occidente. In queste pagine, dense e luminose, Suzuki conduce il lettore al cuore dell’esperienza spirituale orientale: il mushin, la “mente senza mente”, quello stato libero da attaccamenti, paure e separazioni in cui la vita può finalmente manifestarsi nella sua pienezza.
Scritto nel Giappone inquieto degli anni Trenta, questo libro non è soltanto un’opera sul buddhismo Zen, ma una riflessione universale sulla coscienza, sul dolore, sulla libertà interiore e sulla possibilità di vivere senza essere imprigionati dall’ego e dai conflitti della mente.
Attraverso immagini poetiche, paradossi, racconti e intuizioni folgoranti, Suzuki mostra come il vuoto non sia assenza, ma apertura; non rinuncia alla vita, ma il suo compimento più autentico.
Un classico senza tempo, capace di parlare con sorprendente attualità a chiunque senta il bisogno di ritrovare silenzio, lucidità e presenza nel caos del mondo contemporaneo.