Mondi clandestini, incontri, corruzione e violenza sulle rotte del narcotraffico, nel più globale dei mercati. Sei anni passati «inseguendo il dragone» tra coltivatori d’oppio che ringraziano Allah per il raccolto e le fumerie di crack di Bogotà; sugli aerei dell’antinarcotici che controllano ogni notte il mar dei Caraibi e sotto il burqua di un’anziana eroinomane afghana. Dal Tagikistan alla Colombia, dal Pakistan alla Liberia, dal Laos alla Giamaica, dalla Guinea Bissau al Myanmar. Un lungo reportage che racconta con precisione e umanità come la droga sia allo stesso tempo strumento di sopravvivenza, ossessione, motivo di vita, merce di scambio e l'ago della bilancia di delicati equilibri geopolitici. Senza moralismi e eroismi da inviato speciale, il racconto e le fotografie di Scotti formano uno straordinario film d’azione, emozionante, doloroso e sincero.
Alessandro Scotti (1971), giornalista e fotografo. Recentemente è stato nominato Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite. Ha lavorato in più di 20 Paesi. I suoi articoli e le sue immagini sono stati pubblicati in Italia e all’estero (Rolling Stone, Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Le Monde, Time, Expresso, Geo, El Semanal, Magazin Literario), e sono stati premiati in Italia, Francia e Germania. Nel 2002, con la collaborazione dell’ONU, ha sviluppato il progetto De Narcoticis allo scopo di disegnare una mappa delle vie della droga nel mondo, pubblicato come reportage fotografico per quattro anni sull'edizione italiana di Rolling Stone. Il progetto ha ricevuto il premio giornalistico tedesco Henri-Nannen (2007) e il premio Amilcare Ponchielli per il miglior progetto fotografico italiano (2004).