Nel 1977 il punk sembra aver già esaurito la sua carica esplosiva. Tra il 1978 e il 1984, in anni di grande incertezza storica e sociale (tatcherismo, reaganismo, fine della guerra fredda), gli artisti riescono a raccogliere e portare avanti la rivoluzione mancata dalla breve e infuocata stagione del punk. Mischiando il rock con l’elettronica, il pop con i ritmi reggae e la dance, band come Cure, Joy Division, Depeche Mode, Bauhaus, New Order sono perfettamente convinte di potere inventare un nuovo futuro per la musica. “Cambiamento costante” è la parola d’ordine del periodo. Il rock cambia pelle e prende mille strade diverse. Tutte inedite. Ricco di aneddoti, segreti e approfondimenti, questo libro affronta in maniera divertente, ma al contempo rigorosa, quegli anni fondamentali, celebrandone protagonisti e capolavori. Simon Reynolds è il più noto giornalista musicale inglese. Nato a Londra nel 1963, si è fatto un nome nei primi anni ’80 sulle pagine di Melody Maker. Creatore del termine «post-rock», come free-lance ha collaborato, tra l’altro, con New York Times, Village Voice, Spin, The Guardian, Rolling Stone, The Observer, The Wire, Uncut.