Settant’anni da poco compiuti, il dottor Enzo Jannacci, medico chirurgo in pensione, è tornato alla ribalta con la grinta e la passione che da circa mezzo secolo lo contraddistinguono da tutti gli altri cantautori italiani.
Dal teatro al cabaret, dai dischi ai concerti, passando anche in mezzo a cinema e televisione, Enzo Jannacci è un artista ironico, surreale e al contempo impegnato a descrivere la dura realtà quotidiana, a schierarsi con i poveri e i diversi. In questo libro per la prima volta viene tracciato un profilo biografico esauriente del personaggio conteso tra attività ospedaliera, ricerca creativa, esternazioni fulminanti.
Ma Enzo Jannacci è soprattutto raccontato attraverso i ventisette album ufficiali e le centinaia di canzoni che parlano di barboni, operai, diseredati, partigiani e poveri cristi, o che cantano di amori, struggimenti, tristezze, malinconie. Il ritratto del ‘saltimbanco’ milanese, nonché ‘poetastro’, ‘fantasista’, ‘cantastorie’, come egli stesso ama definirsi, viene infine completato da quattro interviste inedite e da uno zibaldone dei suoi pensieri, da cui si ricava una vera e propria filosofia, all’insegna dello sberleffo e della genialità, perché Enzo Jannacci “è un intellettuale libero, coerente, ‘engagé’ che non ha mai tradito le proprie idee”, come dice il nobel Dario Fo, “un uomo colto e spiritoso, un umorista concreto e metafisico allo stesso tempo”.
Foto di Bruno Marzi