In questo reportage, Emilio Cecchi rende conto di uno dei più crudi e toccanti episodi di vita americana: il tragico sodalizio di una «sguattera», Irene Schroeder, e di un «ex maestrucolo di scuola domenicale», Glenn Dague.
Le vie della città ha la nuda schiettezza e il ritmo incalzante di un ottimo soggetto per una crime story anni Trenta: l’aridità e il vuoto spaventoso di quelle vite si definiscono man mano che la tensione sale, fino al culmine di un inseguimento automobilistico che sembra non avere fine.
Nato a Firenze nel 1884, Emilio Cecchi si impose come critico e saggista fin dall’inizio del Novecento. Divenne una delle firme più prestigiose della saggistica e del giornalismo letterario degli anni tra le due guerre. Compì numerosi e importanti viaggi per reportage in diversi paesi del mondo. Morì a Roma nel 1966. Da sempre attento agli aspetti e alle forme della modernità (tra queste il cinema, a cui si avvicinò come critico e sceneggiatore), egli si rese sempre disponibile ad allargare il proprio sguardo anche alle letterature straniere (l’inglese e l’americana soprattutto, a cui dedicò diversi volumi).