"Per voi, lettori, frugherà nelle tenebre, seguirà le tracce del criminale, la pista della polizia. Talvolta in punta di piedi, talaltra con passo spedito... Al bisogno, impiegherà la fiamma ossidrica pur di forzare un segreto."
Con questo avviso al lettore Joseph Kessel, direttore e redattore capo di Détective, un settimanale di fatti di cronaca fondato nel 1928, imprime il lungo avvio a una rivista che oltre a raccontare storie vere di crimini, ritrae la torbida temperie degli anni Trenta.
Il 25 ottobre, il primo numero ottiene subito un successo strepitoso, va letteralmente a ruba nelle edicole: 350.000 copie vendute! Al di là delle più rosee previsioni del suo editore, Gallimard.
Détective raccoglieva attorno a sé collaboratori come George Simenon, Pierre Mac Orlan, Jean Cocteau, Emmanuel Bove. Ardente interesse suscitava in Jean Genet come in Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir: "Compravo spesso Détective, che attaccava volentieri la polizia e i benpensanti (...) Qualsiasi perturbazione appagava il nostro anarchismo; la mostruosità ci seduceva."