Decisamente fu un gioioso Natale con un regalo in più quello che coloro ch'erano ragazzi all'indomani della guerra trascorsero insieme a tutto ciò che la pace ritrovata aveva portato con sè.
Tra le altre cose, col pane bianco insaporito d'un condimento sconosciuto ai più e soprattutto ai giovanissimi, chiamato col binomio Libertà e Democrazia, e coi primi films americani.
Ricomparve nei chioschi di rivendita, come nulla fosse accaduto, il primo numero (segnato 565) del giornaletto Topolino ancora in formato lenzuolo;esattamente com'era stato fino a due anni prima quando, travolto con tutto il resto dalle vicende belliche (e dalla penuria di carta), dovette cessare le pubblicazioni.
E in prima pagina, le prime strisce del racconto "Topolino e il boscaiolo".
Già in odor di..giallo. Perchè iniziava con una notizia traumatica recata da Minnie al suo Mickey:la scomparsa di Clarabella nell'infido e misterioso Fiume Solitario dove, lo avrebbe appreso da un imperturbabile ufficiale di polizia,da tempo avvenivano anche sconcertanti sparizioni di prezioso legname.
Con un sospiro di sollievo i fans del sorcio disneyano,ormai cresciuti di numero e costretti dalla guerra a un digiuno forzato, constatarono che nella lontana terra di Topolino nulla era nel frattempo mutato.
Se non per un'impercettibile strizzata d'occhio al lettore, per fargli intendere che pure nell'universo disneyano l'inaugurazione della nuova era tecnologica s'era fatta sentire, riferita all'arto artificiale che Gambadilegno, immutato furfante, aveva adottato in sostituzione della sua classica gamba di legno. Ricominciò da lì, per i lettori italiani (la storia era in realtà datata 1941-42), l'emozionante partita d'astuzia tra i due rivali. In sequenza dall'agile ritmo come nei cartoni animati, saporosamente valide ancora oggi, come tutti possiamo subito constatare, nelle quali s'insinua la petulante presenza d'una graziosa indianetta (fate attenzione)in tutto uguale a Minnie....