The Traumfabrik Experience è il compendio di una scatola perduta e riemersa per caso, il Reperto 1, unico archivio sopravvissuto di una stagione irripetibile.
Una stagione di creatività selvaggia, droghe, sogni lisergici e ribellione estetica, vissuta tra le mura occupate di via Clavature 20 a Bologna: la Traumfabrik.
Luogo di ritrovo e convivenza anarchica, officina di immagini, parole, musica e visioni, fu un esperimento spontaneo e collettivo che travolse le vite dei suoi protagonisti e si confuse con i turbamenti di un’epoca.
Tra il 1976 e il 1983, in piena effervescenza post-’77, quel piccolo appartamento si trasformò in un bizzarro esempio di laboratorio creativo senza nessuno scopo dichiarato.
Ne furono artefici nomi poi diventati celebri – come Filippo Scozzari e Andrea Pazienza – ma anche decine di sconosciuti che contribuirono a costruire un immaginario delirante e radicale.
La Traumfabrik non seguiva logiche artistiche o mercantili: si disegnava, si scriveva, si agiva fuori da ogni schema.
E si suonava: lì hanno preso vita i Gaznevada, la band che partendo dal punk realizza poi la migliore sintesi della new wave italiana, e gli Stupid Set, profeti del nonsense e dell’elettronica sbilenca.
Gianpietro Huber, curatore del volume e testimone diretto, ricostruisce con pazienza il mosaico di quell’esperienza, affiancato dalle fotografie di Emanuele Angiuli e dai contributi di chi è transitato in via Clavature.
Il libro raccoglie testi manoscritti, illustrazioni, frammenti poetici, progetti realizzati e no, pensieri, frammenti di follia e intuizioni geniali, restituendo una cronaca sensoriale e disorganica.
Un viaggio dentro un’utopia analogica e artigianale, una controcultura vissuta fuori dal tempo e dai canoni, che ancora oggi sconvolge e affascina chi la scopre.