“Quando tocchi un lipizzano, tocchi la storia”, ha detto un giorno il proprietario del maneggio che Frank Westerman frequentava da bambino.
Il fascino della razza “perfetta”, simbolo della forza e della nobiltà di sangue, creata dall’uomo in quattro secoli di selezioni e incroci, spinge l’autore a ricostruirne la storia in un appassionante viaggio-inchiesta che diventa un inedito racconto dell’Europa e del XX secolo.
Ammirati e contesi da tutti i potenti, da Hitler e Mussolini a Stalin, Tito e Ceauşescu, i “cavalli imperiali” nati alla corte asburgica incarnano quella ricerca della superiorità razziale che ha ispirato gli esperimenti nazisti sulla purezza ariana come quelli sovietici per temprare il proletariato e le “pulizie etniche” nella ex Jugoslavia.
Liberati dalle truppe alleate americane in un’operazione segreta diventata un film di Walt Disney, salvati da un devoto stalliere serbo sotto i bombardamenti nei Balcani, tra fughe epiche e spericolate deportazioni, i lipizzani attraversano i conflitti bellici e ideologici del Novecento subendo l’eterno dibattito tra natura e cultura e le manipolazioni di scienziati, filosofi, fanatici e dittatori.
La loro storia è quella del sogno umano di controllare la vita e delle grandi domande etiche che lo accompagnano, da Darwin e Mendel all’uso della genetica fino ai controversi laboratori di oggi.
Coniugando storia e mito, scienza, viaggio e letteratura, Westerman mette a nudo l’Homo sapiens, che nella sua perenne corsa verso la conoscenza e nella sua sfida aperta con la natura “sa come nessun altro creare e distruggere”.
Frank Westerman, nato nel 1964 a Emmen, in Olanda, dopo gli studi scientifici diventa presto giornalista e inviato nelle zone più calde del mondo.
È autore di romanzi reportage sui temi di razzismo, cultura, identità e potere come El Negro e io (Iperborea, 2009), e Ingegneri di anime (Feltrinelli, 2006). Ararat è stato finalista al Premio AKO 2007 e al Premio Kapuściński 2010.