Prefazione di Bartabas
"Mio padre è morto per una caduta da cavallo sabato 21 Aprile 1973 nella silenziosa e curatissima foresta di Rambouillet. Non l'ho mai accettato. Scrivo questo libro per trascrivere la partitura di un galoppo mortale che con la sua musica ossessiva in tre tempi non smette di rimbombare nelal mia testa"
A venticinque anni dalla caduta da cavallo nella quale il padre ha trovato la morte, Jérôme Garcin decide di scrivere un libro per ricordare la figura del genitore, la cui perdita, lo ha segnato profondamente.
Il racconto, che ha come epicentro l'episodio dell'incidente, si sviluppa intorno alla passione per i cavalli e per l'equitazione, che l'autore ha maturato tardivamente grazie alla moglie e ai figli e nella quale ha trovato un modo per confrontarsi con il trauma.
Pochi mesi dopo l'uscita della prima edizione del libro, Jérôme Garcin viene contattato da un personaggio misterioso che lo aiuterà a fare luce sulla dinamica dell'incidente e a completare finalmente il quadro della vicenda.
"Montare non significa mai possedere: significa accettare di affidare il proprio corpo a una forza più grande, più libera, spesso più imprevedibile di noi"
Bartabas