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Gianfranco Valsè PantelliniIl cofattore K+
L'andamento ormai epidemico di tantissime malattie non permette più nessuna neutralità alla "scienza" nel momento in cui si impone la realtà di una patologia che nasce dall'organizzazione del lavoro, dalla espropriazione del tempo libero, dalla decomposizione sociale, dalla costrizione urbana, dall'avvelenamento della terra, dell'acqua e dell'aria, da tutto ciò che proviene dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e che, con grottesco senso dell'umorismo, definiamo "società" del benessere. Questo il senso della crisi che la medicina moderna sta vivendo.
Tenere una popolazione sotto l'incubo di pestilenze o morbi invincibili si traduce in un sadico esercizio di controllo della psicologia sociale e nel mascheramento delle contraddizioni economico-sociali e delle reali cause della malattia che da queste discende. Queste affermazioni possono apparire provocatorie in tempi in cui qualsiasi verità è taciuta, avvilita, vanificata.
Così scrivevamo, ormai diversi anni fa, e malauguratamente, ancor oggi, non possiamo che riconfermare la valutazione negativa sul sistema generale di gestione della salute da parte di lobbies di potere sempre più consolidate.
Ma [...] una sempre più vasta massa di persone va prendendo coscienza del proprio diritto ad una libera scelta terapeutica, ed anche molti medici ed operatori sanitari aderiscono - purtroppo non tutti manifestamente - ad un protocollo sanitario più umano e meno invasivo. E questo grazie a tanti ricercatori che da anni e anni - sopportando con caparbietà e onestà gli attacchi dei media, le ingiurie giudiziarie, le irrisioni del mondo Accademico - portano avanti i loro studi a beneficio di noi tutti.
Fra questi, primus inter pares, Gianfrancesco Valsè Pantellini, la cui Opera abbiamo cercato di divulgare con le nostre pubblicazioni e attraverso seminari e conferenze, la cui Umanità, prima ancora che la sua Sapienza, abbiamo imparato a rispettare ed amare. E siamo felici di potere, ancora una volta, dar spazio e corpo, con questo volume, alla sua Scienza; quella che riteniamo la "Vera Scienza", "vera" perché permeata di umiltà, pazienza, ed onestà intellettuale.
(dalla Premessa dell'Editore)
il monastero del terzo millennio

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