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Fernando SavaterA cavallo tra due millenni
"Mio padre incomincò a portarmi all'ippodromo (a quello di Lasarte, vicino alla natia San Sebastian), quando non avevo più di 5 anni. Allora, com'è logico, non scommettevo né conoscevo il pedigree dei destrieri, non gridavo come un ossesso agli arrivi per incoraggiare il "nostro" (cioè il cavallo su cui giocava mio padre e che mi aveva indicato). L'odore d'erba bagnata, di stallatico, di cuoio... il tamburellare felpato del galoppo sul prato, le voci e le grida eccitate della gente... mi stregarono definitivamente. Ma ad affascinarmi era anche la compagnia esclusiva di mio padre, il fatto di condividere quelle delizie fra noi due soli, senza la presenza di mia madre, con cui condividevo tutto, tutto il resto."
Letteratura di qualità contro il conformismo, l'omologazione e la prepotenza dei grossi. Queste parole di Marcello Baraghini ben rappresentano il tipo di letteratura che vogliamo proporre.

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